COPING

coping

Letteralmente, to cope significa far fronte a, tenere testa a, e può essere definito come l’insieme di processi cognitivi che pongono le premesse per un adattamento o cambiamento dell’ambiente da parte dell’individuo.

Il coping può essere definito come una risposta o – meglio – come la capacità di “far fronte alle situazioni”.

Considerare però il coping come sinonimo di far fronte a, affrontare qualcosa, reagire a, è riduttivo perché non tiene abbastanza in considerazione i molteplici e specifici processi in cui sono coinvolte le persone quando cercano di gestire eventi traumatici o situazioni quotidiane stressanti.

In un’ottica di Psicologia Positiva il costrutto di coping si inserisce in un modello che non valuta i deficit, ma valorizza il benessere e la qualità della vita.

Esistono due funzioni fondamentali di coping: la prima funzione - focalizzata sul problema - consiste nella modificazione della situazione esterna per ridurre l’impatto negativo di un problema; la seconda funzione - focalizzata sull’emozione - è basata sulla modificazione di come è percepita soggettivamente l’esperienza e degli aspetti negativi a questa correlati.

Il coping rappresenta una gamma di comportamenti funzionali all’adattamento, alla padronanza, alla difesa o alla soluzione realistica di un problema. Si tratta di un costrutto multidimensionale con tre componenti: comportamenti, motivazioni e atteggiamenti.

Il coping è costituito dalle risposte (pensieri, sentimenti ed azioni) che un individuo utilizza per far fronte alle situazioni problematiche in cui si imbatte quotidianamente e in circostanze particolari. Nel suo tentativo di far fronte a ciò che lo circonda egli a volte risolve i problemi, altre volte li ignora.
Frydenberg ha individuato 18 strategie, che possono essere raggruppate all’interno di tre stili principali di coping: due funzionali e uno disfunzionale. Il primo stile di coping è considerato adattivo perché riguarda la risoluzione dei problemi, affrontati con ottimismo, fiducia e mantenendo relazioni sociali; il secondo è altrettanto funzionale perché riguarda il riferirsi ad altri per un sostegno ed il terzo stile si riferisce a modalità di coping non produttive, come le strategie di evitamento del problema.

Le 18 categorie identificate da Frydenberg (2004) sono le seguenti:

  1. Ricerca di supporto sociale;
  2. Attenzione alla soluzione del problema;
  3. Lavorare sodo e riuscire;
  4. Preoccupazione;
  5. Investire negli amici più stretti;
  6. Cercare  l‘appartenenza;
  7. Pensiero illusorio;
  8. Azione sociale;
  9. Riduzione della tensione;
  10. Assenza di coping;
  11. Rifiutare il problema;
  12. Autocolpevolizzarsi;
  13. Chiusura in se stessi;
  14. Ricerca di supporto spirituale;
  15. Attenzione agli aspetti positivi;
  16. Ricerca di aiuto professionale;
  17. Ricerca di distrazioni rilassanti;
  18. Realizzare attività di ricreazione fisica.
 

REFERENTE
Andrea Laudadio Andrea Laudadio



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