VALORI

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Aderire a determinati valori significa pensare che vi siano modi di comportarsi e obiettivi che sono preferibili e superiori ad altri.

La psicologia ha rivolto il suo interesse allo studio dei valori tardivamente: ciò a causa sia della difficoltà riscontrata nel definire i valori ma anche per problemi legati alla loro misurazione.

Poiché i valori non sono direttamente osservabili, per poter essere misurati,  richiedono l’operazionalizzazione in indicatori che siano misurabili quantitativamente: le mete.

Tra i vari tentativi di definizione dei valori molto importante è quella che li definisce come delle rappresentazioni cognitive che orientano la vita degli individui; in linea con ciò i valori rappresentano l’espressione di credenze generali e condivise su ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Diversi autori considerano i valori essenzialmente come il prodotto del contesto sociale trascurando così l’importanza dell’esperienza personale di ciascun individuo.

I valori sono dei principi ideali che guidano l’attività di un individuo e rappresentano ciò che porta le persone a concepire qualcosa come personalmente o socialmente desiderabile.

I valori costituiscono la via intermedia tra gli interessi e i bisogni, poiché derivano dai bisogni e contribuiscono allo sviluppo degli interessi. Secondo Super il valore può essere definito come un obiettivo o una condizione materiale che l’individuo cerca di raggiungere.

La relazione tra valori e bisogni si evince anche dalla concezione di Maslow, che vede i valori quali gratificazioni di bisogni emozionali, cognitivi, espressivi ed estetici.

Il modello proposto da Schwartz di classificazione dei valori si sviluppa nel corso dell’ultimo decennio presentando una notevole validità e generalizzabilità.

Schwartz definisce il valore come il concetto che un individuo ha di uno scopo transituazionale (terminale vs strumentale) che esprime interessi (individualistici vs collettivistici) che sono collegati a domini motivazionali; esso viene valutato su un continuum di importanza (da molto importante a poco importante) fungendo da principio guida nella propria vita.

Il modello teorico sui valori proposto da Schwartz, si basa sull’assunto che l’origine e la natura dei valori dipende dalla rappresentazione cognitiva di tre bisogni umani considerati universali:

  • bisogni di natura biologica;
  • bisogni di natura sociale, che sono legati agli scambi interpersonali;
  • bisogni socio-istituzionali, per favorire il bene comune.

A partire da questi tre bisogni, Schwartz individua 56 valori che possono essere raggruppati in 10 classi:

  • Universalismo: comprensione, tolleranza e protezione del benessere di tutte le persone e della natura;
  • Benevolenza: miglioramento delle persone con cui si è a diretto contatto;
  • Potere: status sociale e prestigio, controllo o dominanza sulle altre persone e sulle risorse;
  • Successo: successo personale attraverso la dimostrazione della propria competenza in accordo con standard personali;
  • Autodirezione: indipendenza nell’azione e nel pensiero;
  • Stimolazione: eccitazione, novità e sfide nella propria vita;
  • Edonismo: piacere e gratificazione per se stesso;
  • Conformismo: contenimento di azioni che possono danneggiare gli altri e violare aspettative o norme sociali;.
  • Sicurezza: assenza di pericolo, armonia e stabilità della società, delle parentele e della propria persona;
  • Tradizione: rispetto e accettazione dei costumi e delle idee tipici di una tradizione culturale o religiosa.

Il modello ipotizzato da Schwartz è un modello circomplesso, caratterizzato dall’associazione tra il set di variabili che lo compongono; queste si dispongono nello spazio in modo circolare. Le variabili simili (come ad esempio: Benevolenza e Universalismo) sono collocate in posizioni adiacenti.

Le variabili sono disposte in modo che la forza delle relazioni tra le variabili diminuisce con l’aumentare della loro distanza e il massimo valore negativo viene raggiunto tra quelle variabili che si trovano in una posizione opposta (come ad esempio: l’Universalismo e il Potere).

L’insieme dei dieci valori può essere rappresentato in uno spazio bidimensionale e le due dimensioni principali sono:

  • l’Apertura al Cambiamento (Autodirezione e Stimolazione) rispetto al Conservatorismo (Tradizione, Conformismo e Sicurezza);
  • l’Autoaffermazione (Successo e Potere) rispetto all’Autotrascendenza (Benevolenza ed Universalismo).
 

REFERENTE
Andrea Laudadio Andrea Laudadio



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